Tra le perversioni hard messe in atto dalle coppie, quella più conosciuta è il sadomasochismo che comporta sottomissione, l’uso di fruste e abbigliamento in pelle e stivali di cuoio.
Secondo il DSM-IV Il sadismo sessuale comprende tutte le fantasie e i comportamenti in cui il soggetto ricava eccitazione sessuale dalla sofferenza psicologica e fisica della vittima. Spesso queste fantasie vengono messe in atto con un soggetto consenziente, appunto il masochista, anche se possono venire attuate con soggetti non consenzienti. Queste pratiche riguardano: bendare la vittima, colpirla, imprigionarla, torturarla fino anche ad ucciderla. Queste fantasie nascono nell’infanzia e nel comportamento del bambino si manifestano attraverso la tortura e l’uccisione di animali.
Il sadismo rifiuta la reciprocità che è una caratteristica dell’amore.
Le perversioni sessuali emergono come difesa e come tentativo di riparazione nei confronti di una perdita traumatica il cui lutto non è stato sufficientemente elaborato. Il sadismo spesso risponde ad un abuso subito nell’infanzia. Il sadico punisce gli altri per provare a se stesso che riesce a mantenere il controllo della situazione. Il sadico si trasforma da vittima a carnefice. Nelle relazioni sadomasochistiche Il dolore provocato dalla sofferenza inflitta fa meno male del dolore provocato da una perdita subita nell’infanzia.
Vari studi hanno dimostrato che gli uomini si identificano più facilmente con l’aggressore e le donne tendono ad identificarsi con la vittima diventando autodistruttive, dirigendo la rabbia verso se stesse anziché all’esterno.
Il masochismo è la perversione in cui il piacere fisico è legato al dolore fisico o psichico del soggetto. Prende il nome da Leopold von Sacher-Masoch (1835-1895) che descrisse per primo questo tipo di piacere sessuale.
Il masochismo è caratterizzato da ricorrenti ed intensi impulsi sessuali, fantasie e comportamenti intensamente eccitanti, che comportano l’atto reale e non simulato, di venire umiliato, ferito, offeso, legato e fatto soffrire in un altro modo. Il masochista ricopre ruoli umilianti nella sessualità: servo, schiavo, cane, animale, oggetto.
Il masochista in gergo si chiama sub, nel senso di schiavo davanti a padrone dette mistress o dominatrix o master se è l’uomo a comandare; switch se si tratta della versione double, ovvero sia sadico che masochista. Gli oggetti utilizzati sono fruste borchiate e piene di nodi, reggiseno tira capezzoli, mollette da attaccare al seno, cinture di castità per l’uomo che ne impediscono l’erezione, braccialetti in cuoio per i polsi o con piccoli aghetti da stringere intorno al pene, aghi sottopelle e colate di cera, fruste. Il sadomaso è praticato soprattutto in Veneto, Lombardia e Lazio. Una pratica che possiamo fare rientrare nel mondo sadomaso è il pissing che consiste nel farsi urinare addosso e il bondage che consiste nel farsi legare e bendare. C’è chi ama lo scat che consiste in pratiche legate alla coprofilia (praticare sesso con le feci).
Certe coppie utilizzano le divise militari con uno dei due che viene crocefisso con dei lacci e tormentato su tutto il corpo. Alcune coppie cercano persone disposte a farsi umiliare e torturare e le trovano tramite annunci, dove gli schiavi si offrono come posacenere, poggiapiedi o come wc. Negli annunci si trova di tutto e si cercano donne o uomini che sputino, schiaffeggino e amino la tortura del solletico con le piume. Quando qualcuno accetta un rapporto sadomaso si stipula un contratto nella coppia con cui viene stabilita una parola d’ordine. Quando lo schiavo non ce la fa più, pronuncia la password e il gioco finisce. Il resto, come pianti, lamenti, grida, non serve a nulla. Il sesso è quasi sempre messo in secondo piano, quello che queste coppie cercano è il dominio.
Ci sono club che si trovano soprattutto a Roma e a Torino dove ci sono due tipi di sadomaso, uno d’alto bordo e uno praticato dalle ultime generazioni di punk. Per godere molte persone dell’alta società hanno bisogno di farsi iniettare e bere ogni liquido prodotto dal corpo umano. Solo con l’umiliazione fisica e psicologica riescono a provare piacere, ma c’è anche chi si trafigge il pene con chiodi e se lo ustiona con l’olio bollente.
Lo spanking (sculacciata) è una variante soft della fustigazione, ma senza alcun risvolto sadomaso: ne restano infatti escluse crudeltà, paura ,sottomissione. Lui deve essere pacato, paterno, autorevole, lei capricciosa, viziata, ribelle. Fondamentale è che il sedere diventi paonazzo, la nudità totale non è richiesta, anzi è preferibile che soltanto la parte sottoposta a punizione sia esposta. Ciò che eccita è la punizione, l’assunzione dei ruolo genitore-figlia.
Le fantasie sadomaso sono fantasie diciamo normali, meno normale è la messa in pratica, e quando si arriva alle esagerazioni si rientra nel patologico e nella perversione hard la quale è difficile da debellare perché la persona non vuole curarsi, nel senso che una pratica che procura piacere è difficile da negare, soprattutto quando questa è l’unico modo per provare l’orgasmo. Di solito il sintomo della perversione è funzionale, nel senso che serve al soggetto per non vivere adeguatamente l’intimità.
Nelle trasgressioni, finchè i due partner sono consenzienti, non dovrebbero sussistere problemi, questo in teoria perché l’equilibrio è difficile da mantenere. A volte entrano in gioco droga e alcool e questo significa che per liberarsi dalle inibizioni avviene una forzatura. I danni si creano quando uno dei due partner prevarica sull’altro e lo convince a praticare certe trasgressioni attraverso il plagio. La manipolazione è sottile, del tipo: “se mi ami davvero lo devi fare”, i ricatti vengono compiuti dopo avere isolato il partner dalle amicizie e dal mondo esterno, annientandone la personalità.
L’asfissia autoerotica è una parafilia di tipo masochistico, che può avere conseguenze letali. Chi la pratica, lo fa perché la deprivazione di ossigeno sembra che induca un’eccitazione sessuale. Già prima del 1600 si era a conoscenza che l’impiccagione poteva causare erezione ed eiaculazione, tanto che si era pensato che questa pratica potesse rivelarsi utile nella cura delle disfunzioni erettili. Non si hanno molti dati sulla frequenza di questa parafilia, perché essa viene spesso scambiata per suicidio. Questo per due motivi: il primo è che chi descrive la scena della morte non sempre è a conoscenza di questo genere di autostimolazione erotica, il secondo è che i parenti, rendendosi conto che il loro congiunto è morto per cause relative alla sua vita sessuale, cercano di fare sparire tutti i materiali che potrebbero ricondurre alla vera causa della morte. L’asfissia autoerotica spesso si accompagna all’uso di materiale pornografico, al travestitismo, al feticismo, al masochismo. Il mancato apporto di ossigeno al cervello può causare euforia ipossica, che comporta sensazioni di euforia, leggerezza, diminuzione delle inibizioni, stordimento ed incremento delle sensazioni relative alla masturbazione e all’orgasmo. Il problema è che questa pratica può portare alla morte, a causa dell’incapacità della vittima, di utilizzare i sistemi di protezione. Inoltre, la ripetizione di questa pratica comporta l’assuefazione alle sensazioni piacevoli, spingendo il soggetto ad accrescere la pericolosità delle sue pratiche, per provare ancora piacere. A parte il piacere, si pensa che il soggetto voglia soddisfare bisogni psicologici relativi a sensazioni forti, legate alla ricerca del rischio, a fantasie masochistiche, a desideri di espiazione purificatrice. Questa pratica viene scoperta solitamente in modo casuale, ad esempio durante pratiche sadomasochistiche o tramite consigli dati da amici.
Il Crush fetish si tratta di una perversione nata recentemente dove piccoli animali vengono impietosamente schiacciati da scarpe con i tacchi o con le zeppe, o sotto il peso di piedi all’apparenza innocenti, avvolti da sensuali calze a rete, oppure al naturale, nudi. Il sito internet: letalpressure.com è stato chiuso a causa delle denunce da parte degli animalisti. Le vittime purtroppo sono piccoli animali, tra cui insetti, pulcini, rane, conigli, topi e criceti. È una parafilia che non è ancora citata nel DSM IV. In questo caso il perverso associa la sessualità ad un evento di morte.
http://www.gabriellaseghenzi.it/content/view/24/41/
Secondo il DSM-IV Il sadismo sessuale comprende tutte le fantasie e i comportamenti in cui il soggetto ricava eccitazione sessuale dalla sofferenza psicologica e fisica della vittima. Spesso queste fantasie vengono messe in atto con un soggetto consenziente, appunto il masochista, anche se possono venire attuate con soggetti non consenzienti. Queste pratiche riguardano: bendare la vittima, colpirla, imprigionarla, torturarla fino anche ad ucciderla. Queste fantasie nascono nell’infanzia e nel comportamento del bambino si manifestano attraverso la tortura e l’uccisione di animali.
Il sadismo rifiuta la reciprocità che è una caratteristica dell’amore.
Le perversioni sessuali emergono come difesa e come tentativo di riparazione nei confronti di una perdita traumatica il cui lutto non è stato sufficientemente elaborato. Il sadismo spesso risponde ad un abuso subito nell’infanzia. Il sadico punisce gli altri per provare a se stesso che riesce a mantenere il controllo della situazione. Il sadico si trasforma da vittima a carnefice. Nelle relazioni sadomasochistiche Il dolore provocato dalla sofferenza inflitta fa meno male del dolore provocato da una perdita subita nell’infanzia.
Vari studi hanno dimostrato che gli uomini si identificano più facilmente con l’aggressore e le donne tendono ad identificarsi con la vittima diventando autodistruttive, dirigendo la rabbia verso se stesse anziché all’esterno.
Il masochismo è la perversione in cui il piacere fisico è legato al dolore fisico o psichico del soggetto. Prende il nome da Leopold von Sacher-Masoch (1835-1895) che descrisse per primo questo tipo di piacere sessuale.
Il masochismo è caratterizzato da ricorrenti ed intensi impulsi sessuali, fantasie e comportamenti intensamente eccitanti, che comportano l’atto reale e non simulato, di venire umiliato, ferito, offeso, legato e fatto soffrire in un altro modo. Il masochista ricopre ruoli umilianti nella sessualità: servo, schiavo, cane, animale, oggetto.
Il masochista in gergo si chiama sub, nel senso di schiavo davanti a padrone dette mistress o dominatrix o master se è l’uomo a comandare; switch se si tratta della versione double, ovvero sia sadico che masochista. Gli oggetti utilizzati sono fruste borchiate e piene di nodi, reggiseno tira capezzoli, mollette da attaccare al seno, cinture di castità per l’uomo che ne impediscono l’erezione, braccialetti in cuoio per i polsi o con piccoli aghetti da stringere intorno al pene, aghi sottopelle e colate di cera, fruste. Il sadomaso è praticato soprattutto in Veneto, Lombardia e Lazio. Una pratica che possiamo fare rientrare nel mondo sadomaso è il pissing che consiste nel farsi urinare addosso e il bondage che consiste nel farsi legare e bendare. C’è chi ama lo scat che consiste in pratiche legate alla coprofilia (praticare sesso con le feci).
Certe coppie utilizzano le divise militari con uno dei due che viene crocefisso con dei lacci e tormentato su tutto il corpo. Alcune coppie cercano persone disposte a farsi umiliare e torturare e le trovano tramite annunci, dove gli schiavi si offrono come posacenere, poggiapiedi o come wc. Negli annunci si trova di tutto e si cercano donne o uomini che sputino, schiaffeggino e amino la tortura del solletico con le piume. Quando qualcuno accetta un rapporto sadomaso si stipula un contratto nella coppia con cui viene stabilita una parola d’ordine. Quando lo schiavo non ce la fa più, pronuncia la password e il gioco finisce. Il resto, come pianti, lamenti, grida, non serve a nulla. Il sesso è quasi sempre messo in secondo piano, quello che queste coppie cercano è il dominio.
Ci sono club che si trovano soprattutto a Roma e a Torino dove ci sono due tipi di sadomaso, uno d’alto bordo e uno praticato dalle ultime generazioni di punk. Per godere molte persone dell’alta società hanno bisogno di farsi iniettare e bere ogni liquido prodotto dal corpo umano. Solo con l’umiliazione fisica e psicologica riescono a provare piacere, ma c’è anche chi si trafigge il pene con chiodi e se lo ustiona con l’olio bollente.
Lo spanking (sculacciata) è una variante soft della fustigazione, ma senza alcun risvolto sadomaso: ne restano infatti escluse crudeltà, paura ,sottomissione. Lui deve essere pacato, paterno, autorevole, lei capricciosa, viziata, ribelle. Fondamentale è che il sedere diventi paonazzo, la nudità totale non è richiesta, anzi è preferibile che soltanto la parte sottoposta a punizione sia esposta. Ciò che eccita è la punizione, l’assunzione dei ruolo genitore-figlia.
Le fantasie sadomaso sono fantasie diciamo normali, meno normale è la messa in pratica, e quando si arriva alle esagerazioni si rientra nel patologico e nella perversione hard la quale è difficile da debellare perché la persona non vuole curarsi, nel senso che una pratica che procura piacere è difficile da negare, soprattutto quando questa è l’unico modo per provare l’orgasmo. Di solito il sintomo della perversione è funzionale, nel senso che serve al soggetto per non vivere adeguatamente l’intimità.
Nelle trasgressioni, finchè i due partner sono consenzienti, non dovrebbero sussistere problemi, questo in teoria perché l’equilibrio è difficile da mantenere. A volte entrano in gioco droga e alcool e questo significa che per liberarsi dalle inibizioni avviene una forzatura. I danni si creano quando uno dei due partner prevarica sull’altro e lo convince a praticare certe trasgressioni attraverso il plagio. La manipolazione è sottile, del tipo: “se mi ami davvero lo devi fare”, i ricatti vengono compiuti dopo avere isolato il partner dalle amicizie e dal mondo esterno, annientandone la personalità.
L’asfissia autoerotica è una parafilia di tipo masochistico, che può avere conseguenze letali. Chi la pratica, lo fa perché la deprivazione di ossigeno sembra che induca un’eccitazione sessuale. Già prima del 1600 si era a conoscenza che l’impiccagione poteva causare erezione ed eiaculazione, tanto che si era pensato che questa pratica potesse rivelarsi utile nella cura delle disfunzioni erettili. Non si hanno molti dati sulla frequenza di questa parafilia, perché essa viene spesso scambiata per suicidio. Questo per due motivi: il primo è che chi descrive la scena della morte non sempre è a conoscenza di questo genere di autostimolazione erotica, il secondo è che i parenti, rendendosi conto che il loro congiunto è morto per cause relative alla sua vita sessuale, cercano di fare sparire tutti i materiali che potrebbero ricondurre alla vera causa della morte. L’asfissia autoerotica spesso si accompagna all’uso di materiale pornografico, al travestitismo, al feticismo, al masochismo. Il mancato apporto di ossigeno al cervello può causare euforia ipossica, che comporta sensazioni di euforia, leggerezza, diminuzione delle inibizioni, stordimento ed incremento delle sensazioni relative alla masturbazione e all’orgasmo. Il problema è che questa pratica può portare alla morte, a causa dell’incapacità della vittima, di utilizzare i sistemi di protezione. Inoltre, la ripetizione di questa pratica comporta l’assuefazione alle sensazioni piacevoli, spingendo il soggetto ad accrescere la pericolosità delle sue pratiche, per provare ancora piacere. A parte il piacere, si pensa che il soggetto voglia soddisfare bisogni psicologici relativi a sensazioni forti, legate alla ricerca del rischio, a fantasie masochistiche, a desideri di espiazione purificatrice. Questa pratica viene scoperta solitamente in modo casuale, ad esempio durante pratiche sadomasochistiche o tramite consigli dati da amici.
Il Crush fetish si tratta di una perversione nata recentemente dove piccoli animali vengono impietosamente schiacciati da scarpe con i tacchi o con le zeppe, o sotto il peso di piedi all’apparenza innocenti, avvolti da sensuali calze a rete, oppure al naturale, nudi. Il sito internet: letalpressure.com è stato chiuso a causa delle denunce da parte degli animalisti. Le vittime purtroppo sono piccoli animali, tra cui insetti, pulcini, rane, conigli, topi e criceti. È una parafilia che non è ancora citata nel DSM IV. In questo caso il perverso associa la sessualità ad un evento di morte.
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